di David Felici
Il fatto di vivere in una terra “rossa” è già di per sé difficile per chi ha una cultura politica differente dalla massa. La Toscana è “rossa” non per merito delle splendide colline senesi, ma a causa di una mentalità ottusa e connivente che ha gestito e continua a gestire tuttora la nostra regione, portando le menti del popolo toscano ad un elevato stato di annichilimento. Come? Soprattutto attraverso il lavaggio del cervello all’interno delle scuole, opera sicuramente subdola, ma efficace. Che all’interno dell’ambiente scolastico ci sia, in tutta Italia, una forte componente di sinistra derivante dal fatto che molti professori siano dei cosiddetti “sessantottini” è ormai cosa nota.
Quella meno conosciuta, invece, è che le persone che dovrebbero istruire le giovani ed inesperte menti degli adolescenti attuano una campagna di sensibilizzazione politica a loro congeniale. E questo contrastando anche quelli che sono gli insegnamenti dati dalla famiglia e violando in tutto e per tutto i sacri diritti di democrazia e di libero pensiero. L’articolo 3 comma 1 della Costituzione Italiana recita quanto segue: “ Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
Che tutto ciò sia inattuato lo sappiamo, ma la discriminazione all’interno della scuola è assai peggiore e crea danni inimmaginabili alla classe studentesca. Sarà sicuramente capitato a molti il fatto di dover svolgere un tema d’italiano avente come argomento la politica e di aver avuto una brutta sorpresa alla riconsegna del tema con voti a malapena sufficienti solo perché le proprie idee politiche contrastavano in pieno quelle dell’insegnante.
Stando a tu per tu con gli studenti, è facile incontrare ragazzi che chiedono aiuto perché all’interno della loro scuola ci sono professori che, durante le lezioni, fanno veri e propri comizi, sputando sentenze su tutti coloro che non si conformano. Ovviamente, i ragazzi, le vere vittime di questo sopruso, non hanno modo di ribellarsi poiché il coltello dalla parte del manico è sempre in mano al professore. Quei pochi che hanno il coraggio di reagire facendo valere il proprio diritto di libertà di pensiero e di parola prima o poi verranno “giustamente” puniti. Non come negli Anni di Piombo, ma nei registri magari iniziano a comparire voti inferiori a quanto realmente meritato.
Ma non finisce qui. Ci sono addirittura dei maestri elementari che portano il giornale alla propria classe per farlo leggere ai bambini. Quando si trovano in edicola, però, magicamente viene meno la loro tanto millantata democrazia ed acquistano soltanto giornali esplicitamente di sinistra. La cosa che mi chiedo è: come mai gli insegnanti che si rifanno al pensiero di centro-destra non attuano questo spregevole gioco?
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