di Andrea Tavanti
Il Consiglio Regionale Toscano ha finalmente approvato il referendum per la creazione del comune unico del Casentino. La data è prevista per la fine di giugno 2012. La fusione, voluta anche dalla Lega nord Toscana e presentata dai suoi esponenti in consiglio, mira a fondere i tredici comuni che attualmente compongono la Comunità Montana del Casentino.
Con questa fusione, si otterrebbero non solo forti risparmi economici ma anche una migliore gestione del territorio.
Le cifre parlano chiaro e indicano una riduzione di ben dodici sindaci e delle loro rispettive giunte e consigli comunali, esisterebbe un solo comandante della polizia municipale, avremmo un numero più ristretto di uffici e con un solo piano regolatore otterremmo, ad esempio, una gestione più omogenea del territorio. Non devono però allarmarsi gli attuali dipendenti pubblici i quali, come previsto dalla legge, verrebbero comunque assorbiti dall’ente Provincia e dal nuovo comune del Casentino riducendo però il turn over per arrivare ad ulteriori risparmi nel corso dei prossimi anni.
Un altro organismo che verrebbe abrogato è ovviamente la Comunità montana stessa, o la futura Unione dei Comuni, i cui compiti sarebbero assunti dalla nuovo ente. Si devono inoltre tranquillizzare quei cittadini che pensano che Comune Unico sia sinonimo di meno sportelli per i servizi al cittadino. E’ infatti vero che mentre esisterebbe un solo Municipio, ci sarebbero distaccati nei vari centri abitati presso i quali svolgere i normali atti d’ufficio. L’idea di una fusione tra comuni non è un’esclusiva casentinese. Anche nell’Isola d’Elba si stanno raccogliendo firme con lo stesso scopo e un’esperienza simile potrebbe essere replicabile in altri territori toscani, come per esempio nella Valdinievole in provincia di Pistoia.
Speriamo quindi che questa esperienza sia la prima ma non l’ultima, visto che mai come oggi si sente la necessità di snellire la burocrazia, migliorare i servizi e diminuire i costi di gestione. Forse sono proprio i privilegi che molti politici andrebbero a perdere il motivo di tanta reticenza da parte loro nell’accettare la soluzione più giusta per i cittadini.
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