La Concordia della discordia

La Concordia della discordia

 di Andrea Tavanti

Chi scrive su Reato d’Opinione ama richiamare l’attenzione del lettore anche utilizzando toni provocatori e l’argomento più discusso di questi ultimi tempi non poteva certo costituire eccezione. Chi vi scrive è uno dei pochi fortunati che un paio di mesi fa ha trascorso una settimana proprio nella nave comandata dal Capitano Francesco Schettino. Fermo restando che la vera tragedia viene vissuta dalle famiglie che hanno perso i loro cari, non possiamo non considerare quant’altro sia andato perduto.

Quando ti svegliavi e ti affacciavi dal balcone privato della tua camera con bagno, tv e bollitore per le tisane, ogni giorno potevi posare gli occhi su una terra ancora da visitare: oggi Marsiglia, domani Barcellona, dopodomani Maiorca. Se non avevi voglia di scendere, potevi gustarti una colazione intercontinentale in uno dei numerosi ristoranti sempre aperti per poi decidere di partecipare ad una delle tante attività ricreative che l’animazione metteva a disposizione presso la piscina interna o nel campo da basket. L’ora del pranzo giungeva fin troppo presto e potevi scegliere se mangiare messicano, italiano oppure concederti un vassoio di carne grigliata al momento.

Il pomeriggio ti trovavi di fronte al dilemma se tenerti in forma presso la palestra dotata di tapis roulant e cyclette ciascuna, con il proprio televisore e cuffie, oppure concederti un relax estremo immerso nella vasca ad idromassaggio, magari prima o dopo un bel massaggio al corpo e al viso. Ovviamente il the alle erbe dopo la sauna era un must irrinunciabile e restare in accappatoio camminando sopra la calda moquette ti faceva sentire a tuo agio come non mai.

L’ora dell’aperitivo si avvicinava e mentre orchestre e solisti dai molteplici generi musicali si avvicendavano nei bar, ti potevi godere un daiquiri guardando il sole che tramontava all’orizzonte. Ma la parte più bella doveva ancora arrivare. La cena veniva servita esibendo piatti di ottima qualità e decorati sapientemente ed era così bilanciata che difficilmente rinunciavi a primo, secondo, contorno e dolce. Il caffè e il digestivo potevi prenderli direttamente a teatro, comodamente seduto nella tua poltroncina distante da occhi indiscreti, godendoti lo spettacolo di un ventriloquo di Firenze. Certo che è davvero piccolo il mondo… E mentre la nave ripartiva per la meta successiva, potevi coricarti con la tua dolce metà approfittando di coccole che in vacanza hanno un sapore più dolce.

Ma questa nave sarà ricordata come la più grande che sia mai affondata nella storia dell’uomo. Con lei si inabissa il nostro Paese e diviene emblema della codardia di chi scappa per primo anziché resistere fino all’ultimo; dell’arroganza di quell’italiano che sente il diritto di infrangere le leggi perché valgono solo per gli altri; dell’inutilità di strumenti tecnologici vinti dall’idiozia di un folle. Probabilmente, la cosa migliore che saremo in grado di fare sarà una Fiction sulla vicenda. Addio Costa Concordia. Speriamo che il Bel Paese non ti raggiunga presto.

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