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	<title>Associazione Giovani Toscani</title>
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		<title>Cucina tipica Toscana: lo zuccotto</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 13:03:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[di Alessandro De Bono &#160; &#160; &#160; &#160; &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #008000;"><em>di Alessandro De Bono</em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class='et-box et-info'>
					<div class='et-box-content'><p>CURIOSITA’:</p>
<p style="text-align: justify;">La cucina fiorentina è vasta e variegata. Ogni ricetta, ogni piatto è qualcosa di più di una vivanda; è un simbolo, è un pezzo di storia, un’opera d’arte, ma soprattutto una tradizione. Una differenza importante con il passato è che oggi siamo abituati a sprecare molto cibo, probabilmente per la sua abbondanza nelle tavole della maggior parte di noi. Ma nei tempi addietro, finché commestibile (e purtroppo a volte anche quando non lo era), il cibo non veniva sprecato, altrimenti non sarebbero nati quelli che oggi sono piatti tipici e che un tempo erano semplici avanzi. Ciò che nel passato era difficile avanzasse o che comunque venisse rielaborato, era il dolce. Molto spesso i dolci erano preparati per ricorrenze precise. Ogni festa ha il suo dolce dedicato. Spesso nei grandi banchetti il dolce non era per forza quello che noi chiameremmo oggi “dessert”, ma veniva servito anche come antipasto. Dolcetti medievali, a base di miele, mandorle, spezie e zucchero di canna erano serviti in apertura del banchetto; venivano chiamati morselletti, bericuocoli, cialdoni, pinocchiati. A Carnevale era uso preparare torte semplici come il berlingozzo e la stiacciata, ma anche i cenci fritti. Le fiere come al giorno d’oggi abbondavano anche di brigidini, roventini e “mangia e bèi” ripieni di liquore o sciroppo. Nel periodo che andava da Carnevale e Pasqua si potevano consumare solo i dolci cosiddetti quaresimali e il Giovedì Santo la gente portava a benedire il pandiramerino. Per San Giuseppe c’erano i sommommoli e le frittelle, per la vendemmia la schiacciata con l’uva e d’inverno la pattona e il castagnaccio. Poiché maggio non ha una festa dedicata particolare, e, quindi, non ha un dolce che lo caratterizza, la mia scelta ricade, con l’arrivo del primo caldo, sullo zuccotto.</p></div></div>

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				<ul class='et-tabs-control'>
			<li><a href='#'>
			Ingredienti
		</a></li>

		<li><a href='#'>
			Preparazione
		</a></li>
		</ul> <!-- .et-tabs-control -->

		<div class='et-tabs-content'>
			<div class='et_slidecontent'>
			<p>Per il pan di Spagna:</p>
<ul>
<li>100 g di farina;</li>
<li>100 g di zucchero;</li>
<li>3 uova;</li>
<li>1 scorza di limone grattugiata;</li>
<li>Pizzico di sale.</li>
</ul>
<p>Per il ripieno:</p>
<ul>
<li>250 g di panna da montare;</li>
<li>250 g di ricotta;</li>
<li>100 g di cioccolato fondente a scaglie;</li>
<li>50 g di canditi;</li>
<li>50 g di zucchero a velo;</li>
<li>Un cucchiaio di cacao in polvere;</li>
<li>2 bicchierini di brandy;</li>
<li>Un bicchierino di liquore dolce.</li>
</ul>
		</div>

		<div class='et_slidecontent'>
			<ul>
<li>Preparazione: 1 h e 30’ oltre a 5 h per far raffreddare il composto.</li>
<li>Montare le uova con lo zucchero per 15’ cercando di ottenere una crema soffice e gonfia. Aggiungere la farina, la scorza di limone e il sale.</li>
<li>Mescolare bene, versare in una teglia imburrata e infarinata e cuocere in forno caldo.</li>
<li>Mentre si raffredda il pan di Spagna, montare la panna con lo zucchero a velo, aggiungere la ricotta e dividere il composto in 2 parti diseguali.</li>
<li>Mischiare i canditi e il cioccolato alla parte più abbondante, il cacao in polvere all’altra.</li>
<li>Raffreddare in frigo.</li>
<li>Eliminare la crosta e i bordi esterni del pan di Spagna. Tagliarlo in orizzontale ricavandone delle fette rettangolari necessarie a foderare l’apposito stampo a calotta (lo “zuccotto”).</li>
<li>Spennellare il rivestimento di liquore, riempire con uno strato di panna al cacao e uno di panna bianca.</li>
<li>Chiudere pressando bene con altro pan di Spagna.</li>
<li>Mettere in frigo.</li>
</ul>
<p>Buon appetito.
		</div>
		</div>
			</div> <!-- .et-tabs-container -->
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		<title>L&#8217;angolo delle interviste: Vanalli</title>
		<link>http://www.giovanitoscani.com/agt/langolo-delle-interviste-vanalli/</link>
		<comments>http://www.giovanitoscani.com/agt/langolo-delle-interviste-vanalli/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 May 2012 12:50:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[di Elena Salvarezza &#160; Püntìda – Agli occhi dei più, Pontida può sembrare un semplice comune bergamasco. Eppure tutti i Leghisti, immancabilmente ogni anno, si ritrovano qui, in questo luogo così ammaliante, per darsi forza, per profilare nuove strategie e per sognare una terra finalmente libera. Tono pacato e incredibilmente schietto, ad uno come Pierguido Vanalli, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #008000;"><em>di Elena Salvarezza</em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Püntìda</em> – Agli occhi dei più, Pontida può sembrare un semplice comune bergamasco. Eppure tutti i Leghisti, immancabilmente ogni anno, si ritrovano qui, in questo luogo così ammaliante, per darsi forza, per profilare nuove strategie e per sognare una terra finalmente libera.</p>
<p>Tono pacato e incredibilmente schietto, ad uno come Pierguido Vanalli, onorevole e sindaco di Pontida, non puoi domandare che tempo fa e direttamente dalla simbolica località bergamasca è partita un’intervista senza peli sulla lingua.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>- Con la quasi totalità di presenze in Parlamento, come fa a conciliare gli impegni quotidiani da sindaco?</em></p>
<p><strong>Ricopro la carica di sindaco del Comune di Pontida dal giugno del 2004, sono stato confermato nel 2009 e, quindi, il mio mandato è in scadenza nel 2014. Sono in Comune generalmente il lunedì, il venerdì e il sabato mattina e cerco di non mancare alle diverse manifestazioni organizzate presso di esso. Grazie alla tecnologia e al potentissimo internet, quando sono a Roma riesco ad essere in contatto costantemente con il Comune e viceversa, ma soprattutto mi avvalgo di validi assessori che mi sostituiscono di persona.</strong></p>
<p><em>-<strong> </strong>7 aprile 1167-23 febbraio 2012, quante possibilità ci sono che si verifichi un’altra “Pontida”?</em></p>
<p><strong>In realtà la Lega Nord è nata per ripercorrere lo spirito della Pontida del 1167, creare cioè un nuovo ordine di governo basato sulla autodeterminazione e sulla collaborazione vicendevole dei popoli simili per abitudine, storia e vita civile. Che ci si riesca ancora oggi, come allora, risulta difficile, ma è il nostro grande obiettivo: si dovrà verificare un’altra Pontida.</strong></p>
<p><em>- Se Le chiedessi di dare due aggettivi alla città che amministra, come la definirebbe?</em></p>
<p><strong>Simbolica per quello che rappresenta.</strong></p>
<p><strong>Arretrata per la mentalità della media dei pontidesi.</strong></p>
<p><em>- Un sindaco che si è prodigato fin dalla Sua elezione a sostenere lo sviluppo e l’occupazione locale, che progetti particolari ha in cantiere per la Sua Pontida?</em></p>
<p><strong>Ho sempre puntato al radicamento delle tradizioni sviluppando attività socioculturali e rilanciando le attività agricole vitivinicole. Nel settore del vinicolo, nello specifico, alcune persone hanno trovato lavoro. Pontida però ha 3200 abitanti, quindi si parla di pochi numeri.</strong></p>
<p><em>- Azzeramento casse comunali, da sindaco si sente derubato?</em></p>
<p><strong>Assolutamente sì! Proprio per questo motivo, infatti, non posso nemmeno azzerare i depositi in tesoreria perché servono per le spese correnti.</strong></p>
<p><em>- Quali sono le controindicazioni effettive di questo decreto?</em></p>
<p><strong>Indisponibilità di anticipazione di cassa da parte dei Comuni nei confronti di fornitori e clienti nonché l’azzeramento dei fondi disponibili da parte delle banche per prestiti a famiglie e imprese del territorio.</strong></p>
<p><em>- Tenendo conto di quanto sopra, qual è il nuovo iter burocratico per la realizzazione di un progetto pubblico comunale? E precisamente da dove vengono recuperati i fondi?</em></p>
<p><strong>L’iter è sempre quello, solo i pagamenti alle imprese verranno ritardati perché bisognerà chiedere allo Stato di renderci i NOSTRI soldi per pagare. Il problema è che non saremo più padroni dei nostri averi.</strong></p>
<p><em>- Pontida contribuirà in maniera sostanziosa a incrementare le casse statali?</em></p>
<p><strong>Noi avevamo circa 500.000 EURO in tesoreria, ma questi soldi sono necessari per pagare stipendi e rate DEI mutui. In ogni caso le casse statali si incrementano fittiziamente perché quei soldi rimangono nostri.</strong></p>
<p><em>- È facile governare un Comune monocolore? Riesce a dare ogni anno risposte concrete alla sua gente?</em></p>
<p><strong>È sicuramente più facile da soli rispetto che in alleanza e, quindi, si riesce a mantenere quasi tutte le promesse.</strong></p>
<p><em>- Quali sono state le maggiori difficoltà incontrate nella Sua vita da sindaco?</em></p>
<p><strong>I rapporti con le associazioni, poiché da sempre di altro “colore politico”.</strong></p>
<p><em>- In virtù delle cariche da Lei ricoperte in ambito politico, quella di parlamentare e quella di sindaco, ci chiediamo quali siano le differenze di ordine gestionale tra una realtà nazionale e una territoriale…</em></p>
<p><strong>È più difficile ricoprire il ruolo di sindaco poiché sei “solo” nel prendere iniziative e decisioni cercando di agire sempre per il bene della tua gente.</strong></p>
<p><strong>In Parlamento sei “uno dei tanti”, magari alcune volte ti occupi personalmente di una questione che risolvi, ma generalmente sei accomunato agli altri parlamentari, soprattutto quando le attività del Governo vanno male.</strong></p>
<p><em>- E se un giorno Le dovessero chiedere di scegliere tra sindaco della Sua città e deputato in Parlamento?</em></p>
<p><strong>Quando per alcuni giorni (poi cancellata) c’è stata una proposta di legge che mi avrebbe costretto a scegliere cosa fare, avevo già anticipato che avrei scelto senza alcuna esitazione di fare il sindaco.</strong></p>
<p><em>- La gente chiede sempre più azioni tempestive dirette sul territorio, un approccio diverso alle problematiche. Alla luce della forte crescita del numero di immigrati residenti in Toscana, come vede possa affrontare la Regione granducale questo problema?</em></p>
<p><strong>Smettere con la favola degli aiuti a tutti perché i soldi sono finiti. Bisogna saper decidere chi aiutare ricordandosi che lo Stato sociale lo hanno costruito i nostri padri con i loro sacrifici e che dilapidarlo aiutando soprattutto chi arriva ora, solo per non passare per razzisti, è autolesionistico.</strong></p>
<p>Cercare di ridurre la spesa pubblica garantendo i fondamentali servizi: questo si prefissa l’onorevole Vanalli che mal sopporta la condizione di non poter spendere nulla per i propri cittadini.</p>
<p><strong>“Non saremo più padroni dei nostri averi - </strong>denuncia l’onorevole del Carroccio -,<strong> ma sia nel bene che nel male ogni giorno ci metto la faccia”. </strong>Taglia corto il sindaco Vanalli sulla situazione drammatica in cui riversano i Comuni dopo le stangate imposte dal Governo tecnico, ma porta ai lettori di <em>Reato d’Opinione</em> la considerevole testimonianza della passione e dell’affezione di un amministratore verso il proprio paese, il proprio territorio, la propria gente.</p>
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		<title>Maggio 2012 &#8211; Reato d&#8217;Opinione</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 12:47:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Reato d'Opinione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il quinto numero di Reato d&#8217;Opinione, il mensile dell&#8217;Associazione Giovani Toscani è finalmente uscito, fresco di stampa dalla tipografia. Al suo interno potrete trovare molti articoli interessanti che spaziano dalla politica interna fino alla cucina tipica toscana. &#160; &#160; &#160; Lista degli articoli del numero di Maggio 2012: Giovanni Falcone &#8211; di  Rossana Cremona Eurogendfor - [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il quinto numero di Reato d&#8217;Opinione, il mensile dell&#8217;Associazione Giovani Toscani è finalmente uscito, fresco di stampa dalla tipografia.</p>
<p>Al suo interno potrete trovare molti articoli interessanti che spaziano dalla politica interna fino alla cucina tipica toscana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lista degli articoli del numero di Maggio 2012:</p>
<p><a title="Giovanni Falcone: il carattere e la dedizione di un uomo" href="http://www.giovanitoscani.com/agt/giovanni-falcone-il-carattere-e-la-dedizione-di-un-uomo/">Giovanni Falcone</a> &#8211; di  Rossana Cremona</p>
<p><a title="EUROGENDFOR, la polizia militare europea" href="http://www.giovanitoscani.com/agt/eurogendfor-la-polizia-militare-europea/">Eurogendfor </a>- di Riccardo Rossanda</p>
<p><a title="Il paese che cambia…" href="http://www.giovanitoscani.com/agt/il-paese-che-cambia/">Il Paese che cambia</a> &#8211; di Andrea Barabotti</p>
<p><a title="Athanase Seromba, sermone sul genocidio" href="http://www.giovanitoscani.com/agt/athanase-seromba-sermone-sul-genocidio/">Athanase Seromba</a> &#8211; di Andrea Tavanti</p>
<p><a title="Cucina tipica Toscana: lo zuccotto" href="http://www.giovanitoscani.com/agt/cucina-tipica-toscana-lo-zuccotto/">Cucina tipica Toscana: lo zuccotto</a> - di Alessandro De Bono</p>
<p><a title="L’angolo delle interviste: Vanalli" href="http://www.giovanitoscani.com/agt/langolo-delle-interviste-vanalli/">L&#8217;angolo delle interviste: Vanalli </a>- di Elena Salvarezza</p>
<p><a title="Si scrive ARDSU, si legge vergogna!" href="http://www.giovanitoscani.com/agt/si-scrive-ardsu-si-legge-vergogna/"> Si scrive ARDSU, si legge vergogna</a> &#8211; di Giovandomenico Guadagno</p>
<p><a title="ZANZARE – E anche questa primavera il Comune ci manda in… Culex" href="http://www.giovanitoscani.com/agt/zanzare-e-anche-questa-primavera-il-comune-ci-manda-in-culex/">Zanzare </a>- di Carlo Casini</p>
<p><a title="Due subculture politiche a confronto" href="http://www.giovanitoscani.com/agt/due-subculture-politiche-a-confronto/">Subculture politiche a confronto</a> - di Noemi Bianchi</p>
<p><a title="Morire giocando. Cosa succede allo sport?" href="http://www.giovanitoscani.com/agt/morire-giocando-cosa-succede-allo-sport/">Morire Giocando</a> &#8211; di Riccardo Galligani</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per scaricare il PDF di questo numero, clicca <a href="http://www.giovanitoscani.com/agt/wp-content/uploads/2012/05/numero5-maggio.pdf">QUI</a></p>
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		<title>Il paese che cambia…</title>
		<link>http://www.giovanitoscani.com/agt/il-paese-che-cambia/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 12:45:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reato d'Opinione]]></category>

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		<description><![CDATA[di Andrea Barabotti L&#8217;elenco è purtroppo destinato ad allungarsi perché chi ci governa non sta facendo niente per evitare queste morti assurde &#160; Volpago del Montello (TV) 3 MAGGIO 2012: 52 anni, problemi economici, trovato morto impiccato dentro la cabina del suo camion. &#160; Catania (CT) 2 MAGGIO: 35 anni, rimasto disoccupato si uccide lanciandosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center"><span style="color: #008000;"><em>di Andrea Barabotti</em></span></p>
<p align="center">L&#8217;elenco è purtroppo destinato ad allungarsi perché chi ci governa non sta facendo niente per evitare queste morti assurde</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Volpago del Montello (TV)</p>
<p>3 MAGGIO 2012: 52 anni, problemi economici, trovato morto impiccato dentro la cabina del suo camion.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Catania (CT)</p>
<p>2 MAGGIO: 35 anni, rimasto disoccupato si uccide lanciandosi dalla terrazza della sua abitazione al quinto piano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bibbiena (AR)</p>
<p>2 MAGGIO: 45 anni, non riusciva a pagare il mutuo della casa, si uccide.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Casaluce (CE)</p>
<p>2 MAGGIO: 56 anni, rimasto disoccupato, si toglie la vita impiccandosi nella propria abitazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Napoli (NA)</p>
<p>30 APRILE: 57 anni, dopo il licenziamento e prima che gli portino via anche la casa, viene trovato morto nel suo appartamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mamoiada (NU)</p>
<p>27 APRILE: 55 anni, dopo essere stato costretto a licenziare i due figli, suoi dipendenti, si uccide con un colpo alla testa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Napoli (NA)</p>
<p>24 APRILE: 52 anni, per problemi economici, si lancia dall&#8217;ottavo piano della sua abitazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bosa (OR)</p>
<p>22 APRILE: 52 anni, dopo aver perso il lavoro non riusciva a mandare avanti la famiglia, si suicida.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Donnalucata (RG)</p>
<p>13 APRILE 2012: 28 anni, in difficoltà a causa della crisi, trovato impiccato dal padre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Montecchio Maggiore (VI)</p>
<p>13 APRILE 2012: 41 anni, la propria azienda in crisi, tenta di uccidersi sparandosi un colpo di fucile in piazza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altivole (TV)</p>
<p>12 APRILE 2012: 53 anni, non in grado di saldare una serie di debiti che gravavano sulle sue spalle, si uccide.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Asti (AT)</p>
<p>9 APRILE 2012: 32 anni, non riusciva a trovare un lavoro, tenta il suicidio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Savona (SV)</p>
<p>5 APRILE 2012: 53 anni, problemi economici, trovato morto impiccato dai colleghi all&#8217;interno di una abitazione che stava ristrutturando.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Roma (RM)</p>
<p>4 APRILE 2012: 59 anni, azienda in fallimento, si uccide sparandosi un colpo di fucile a Roma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Centocelle (RM)</p>
<p>2 APRILE 2012: 57 anni, schiacciato dai debiti, viene trovato impiccato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Verona (VR)</p>
<p>29 MARZO: 27 anni, non percepiva lo stipendio da 4 mesi, si da&#8217; fuoco davanti al municipio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bologna (BO)</p>
<p>28 MARZO 2012: 58 anni, oppresso dalle tasse, si da&#8217; fuoco nella sua auto in via Nanni Costa, non lontano dall&#8217;Agenzia delle Entrate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Trani (BT)</p>
<p>27 MARZO 2012: 49 anni, sconfitto dalla disperata ricerca di un posto di lavoro senza risultati, si lancia dal balcone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cepagatti (PE)</p>
<p>23 MARZO 2012: 44 anni, afflitto dai problemi finanziari, si impicca con una corda legata a un carrello elevatore nel capannone dell&#8217;azienda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Crispiano (TA)</p>
<p>21 MARZO 2012: 60 anni, sconfortato per le precarie condizioni economiche, si rinchiude nello sgabuzzino della propria abitazione e tenta il suicidio impiccandosi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sospirolo (BL)</p>
<p>20 MARZO 2012: 53 anni, crisi e crediti insoluti, viene trovato senza vita, impiccato, in una baracca dietro alla sua abitazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lucca (LU)</p>
<p>15 MARZO 2012: 37 anni, dopo aver perso il lavoro, tenta il suicidio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Taranto (TA)</p>
<p>9 MARZO 2012: 60 anni, a causa dei problemi economici, si toglie la vita impiccandosi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Noventa di Piave (VE)</p>
<p>9 MARZO 2012: 60 anni, per problemi di carattere economico, si toglie la vita impiccandosi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Verona (VR)</p>
<p>27 FEBBRAIO 2012: 50 anni, dopo essersi visto negare, dalla banca, un prestito da 4mila euro, tenta il suicidio cospargendosi di alcol per darsi fuoco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Firenze (FI)</p>
<p>26 FEBBRAIO 2012: 64 anni, sotto il peso della grave crisi economica, si toglie la vita impiccandosi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Paternò (CT)</p>
<p>15 FEBBRAIO 2012: 57 anni, a causa dei debiti contratti dalla propria azienda, si uccide impiccandosi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;Avvocato risponde&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 10:56:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reato d'Opinione]]></category>

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		<description><![CDATA[Rubrica a cura dell&#8217;Avv. Patrizia Guadagno Affitti in nero: come far valere i tuoi diritti Salve Avvocato, sono Francesco, studente di Medicina all&#8217;Università di Firenze. Vivo in un appartamento di 70 mq. in zona Careggi insieme ad altri due ragazzi e paghiamo un canone di affitto (in nero) di € 900. Ho saputo che esiste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center"><em style="color: #008000; text-align: left;">Rubrica a cura dell&#8217;Avv. Patrizia Guadagno</em></p>
<h2 align="center">Affitti in nero: come far valere i tuoi diritti</h2>
<p><em>Salve Avvocato,</em></p>
<p><em>sono Francesco, studente di Medicina all&#8217;Università di Firenze. Vivo in un appartamento di 70 mq. in zona Careggi insieme ad altri due ragazzi e paghiamo un canone di affitto (in nero) di € 900. Ho saputo che esiste una legge che mi dà la possibilità di far emergere il mio contratto e ricevere anche un beneficio economico. Preciso che ho a mio nome intestato il contratto del telefono, per avere internet. Può spiegarmi se quanto mi hanno detto è vero e come posso fare? Grazie. Francesco</em></p>
<p style="text-align: justify;">Caro Francesco,</p>
<p style="text-align: justify;">esiste una norma contenuta nel  decreto legislativo 23/2011 che consente all&#8217;inquilino di denunciare il proprio affitto in nero e riceverne in cambio un premio dall&#8217;Agenzia delle Entrate; ciò al fine di contrastare l&#8217;evasione fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;">In pratica chi paga un canone di affitto in virtù di un contratto mai registrato o di un semplice accordo verbale può denunciare la propria posizione all&#8217;Agenzia delle Entrate e, contestualmente, registrare il contratto di affitto secondo la cifra che effettivamente paga ogni mese. Può farlo unilateralmente, senza cioè coinvolgere il proprietario.</p>
<p style="text-align: justify;">Come premio l&#8217;Agenzia delle Entrate applica all&#8217;affittuario un contratto di 4 anni estendibile ad altri 4 garantendo un canone molto basso: pari al triplo della rendita catastale.<strong> </strong>Facciamo il tuo esempio: tu paghi 900 Euro; <strong>dopo la denuncia del contratto pagherai circa 200 Euro mensili</strong> (l&#8217;eventuale variazione dipende dalla rendita catastale).<br />
I tempi sono rapidi: basta richiedere un certificato catastale dell&#8217;immobile locato all&#8217;ufficio competente dell&#8217;Agenzia del Territorio. Con quello ed eventuali ricevute di pagamento e/o bollette delle utenze intestate, recarsi all&#8217;Agenzia delle Entrate e riempire l&#8217;apposito modulo da consegnare all&#8217;impiegato.<br />
Quasi sempre, il canone-premio si applica già dal mese successivo con un enorme vantaggio economico.</p>
<p style="text-align: justify;">Spero di essere stata esaustiva e ti saluto invitandoti a provvedere subito.</p>
<p>Avv. Patrizia Guadagno</p>
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		<title>Athanase Seromba, sermone sul genocidio</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 10:53:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reato d'Opinione]]></category>

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		<description><![CDATA[di Andrea Tavanti In questo ultimo mese i mass media ci hanno inondato di informazioni relative alla Lega Nord e a quanto sia immorale e diseducativo l’atteggiamento tenuto da alcuni personaggi ai vertici del Movimento Padano. È lunghissimo l’elenco dei “moralizzatori” apparsi in tv pronti a giudicare ancora prima che lo abbia fatto la Magistratura, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #008000;"><em>di Andrea Tavanti</em></span></p>
<p style="text-align: justify;">In questo ultimo mese i mass media ci hanno inondato di informazioni relative alla Lega Nord e a quanto sia immorale e diseducativo l’atteggiamento tenuto da alcuni personaggi ai vertici del Movimento Padano. È lunghissimo l’elenco dei “moralizzatori” apparsi in tv pronti a giudicare ancora prima che lo abbia fatto la Magistratura, ma purtroppo molti di noi hanno la memoria corta e gli stessi media non hanno interesse a rinfrescarla quando si tratta di argomenti delicati che vanno a toccare i veri “poteri forti”, come nel caso di Athanase Seromba.</p>
<p style="text-align: justify;">Athanase Seromba è un sacerdote cattolico ruandese, responsabile della strage di circa 2000 persone avvenute all’interno della propria Chiesa. Nel Ruanda esistono tre classi sociali distinte che, dalla metà degli anni ’60 fino al genocidio ruandese del 1994, sono coinvolte e si uccidono in quello che può essere definito un vero e proprio conflitto etnico. Si tratta dei Tutsi, meglio noti come Watussi, dei  Twa, ovvero i Pigmei, e infine degli Hutu.</p>
<p style="text-align: justify;">I dati ufficiali descrivono il modo in cui Padre Seromba fece rifugiare all’interno della propria parrocchia quasi 2000 Tutsi con la scusa di proteggerli dalla caccia all’uomo che ormai incombeva. Una volta all’interno, Athanase Seromba ha ordinato l’abbattimento della sua stessa Chiesa facendo morire tutte le persone all’interno. Seromba, in sede di giudizio, non ha mai mostrato il minimo pentimento di quanto accaduto e si è sempre definito innocente nonostante la Corte, come spiegò il giudice Silvana Arbia, avesse constatato che senza l’autorità morale del sacerdote quel massacro non sarebbe stato commesso. Fu addirittura lo stesso Seromba ad indicare all’autista del bulldozer il punto migliore per abbattere i muri della sacra struttura. Seromba si rifugiò, poi, in Toscana nella parrocchia dell’Immacolata e San Martino in Montughi di Firenze, sotto il falso nome di Anastasio Sumbabura, dove continuò a predicare come se niente fosse. Anche il Vaticano fu accusato di esercitare pressioni sul Governo italiano per evitare che prendesse decisioni in merito alla delicata faccenda. Oggi, Athanase Seromba si trova in Benin dove sconta l’ergastolo e attende che un domani il suo Dio lo giudichi per quanto fatto in vita. 2000 persone uccise da un prete cattolico valgono meno dei soldi spesi dal “Trota”? Chi ha ancora voglia di parlare di moralità?</p>
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		<title>EUROGENDFOR, la polizia militare europea</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 10:44:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>
		<category><![CDATA[Reato d'Opinione]]></category>

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		<description><![CDATA[di Riccardo Rossanda Pochi di voi sapranno che il 14 marzo 2010, ossia due anni fa, il Parlamento Italiano ha ratificato il Trattato di Valsen, un trattato stipulato il 18 ottobre 2007 tra Spagna, Francia, Italia, Paesi Bassi e Portogallo, con il quale è stata istituita EUROGENDFOR, o Forza di Gendarmeria Europea (EGF). Quella che, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center"><span style="color: #008000;"><em>di Riccardo Rossanda</em></span></p>
<p style="text-align: justify;">Pochi di voi sapranno che il 14 marzo 2010, ossia due anni fa, il Parlamento Italiano ha ratificato il Trattato di Valsen, un trattato stipulato il 18 ottobre 2007 tra Spagna, Francia, Italia, Paesi Bassi e Portogallo, con il quale è stata istituita EUROGENDFOR, o Forza di Gendarmeria Europea (EGF). Quella che, ancora oggi, risulta essere la pressoché oscura polizia militare comunitaria. Sfogliando il suddetto Trattato, si evince che i compiti di EGF sono quelli di una vera e propria forza di polizia. Basta leggere l&#8217;articolo 4 del Trattato per averne conferma: compiti di EGF sono, tra gli altri, &#8220;<em>condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico, assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione del traffico, controllo delle frontiere e attività generale d’intelligence, svolgere attività investigativa in campo penale, individuare i reati, rintracciare i colpevoli e tradurli davanti alle autorità giudiziarie competenti, proteggere le persone e i beni e mantenere l’ordine in caso di disordini pubblici&#8221;.</em> Inoltre, sempre nell&#8217;articolo 4, si specifica che EUROGENDFOR può condurre autonomamente missioni di polizia, anche sostituendosi ad altre forze. Ma c&#8217;è un &#8220;piccolo&#8221; particolare. EGF, pur potendo essere impiegata in ogni Stato europeo con funzioni di tutela dell&#8217;ordine pubblico, indagini e arresti, non è sottoposto ad alcun controllo da parte dei Parlamenti nazionali o del Parlamento europeo. Infatti, all&#8217;articolo 3 si specifica che l&#8217;organo decisionale che governa EUROGENDFOR è il CIMIN, uno specifico comando interministeriale, composto dai ministri competenti di ciascun Paese, che ha anche il compito di eleggere il Comandante di EGF. Come se non bastasse, nel Trattato, vengono inoltre garantiti a EUROGENDFOR una serie di ingiustificati, quanto preoccupanti, privilegi: l&#8217;inviolabilità dei locali, degli edifici e degli archivi (articolo 21), l&#8217;immunità delle proprietà e dei capitali da provvedimenti esecutivi dell&#8217;autorità giudiziaria dei singoli Stati nazionali (articolo 22), l&#8217;impossibilità di intercettare le comunicazioni (articolo 23), la rinuncia dei Paesi  firmatari a qualsiasi richiesta di indennizzo per danni procurati alle proprietà nel corso della preparazione o esecuzione delle operazioni (articolo 28) e, dulcis in fundo (si fa per dire), il fatto che gli appartenenti ad EUROGENDFOR non potranno subire procedimenti a loro carico a seguito di una sentenza emanata contro di loro, sia nello Stato ospitante che nel ricevente, in tutti quei casi collegati all’adempimento del loro servizio (articolo 29). Insomma, dopo la perdita della sovranità economica e politica, un altro tassello verso il completamento di quel &#8220;sogno&#8221; chiamato Unione Europea&#8230; Altri commenti sarebbero del tutto superflui.</p>
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		<title>Giovanni Falcone: il carattere e la dedizione di un uomo</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 10:43:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reato d'Opinione]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Rossana Cremona Sono trascorsi venti anni dalla morte del giudice Giovanni Falcone, un pilastro fondamentale nella lotta alla mafia. “La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà, quindi, anche una fine” affermava Falcone che, con il suo coraggio, sembrava aver ridato a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #008000;"><em>Di Rossana Cremona</em></span></p>
<p style="text-align: justify;">Sono trascorsi venti anni dalla morte del giudice Giovanni Falcone, un pilastro fondamentale nella lotta alla mafia. “La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà, quindi, anche una fine” affermava Falcone che, con il suo coraggio, sembrava aver ridato a Palermo e a tutta la Sicilia la forza di combattere la malavita sempre più diffusa. Cercava una conoscenza sempre più dettagliata del fenomeno mafioso. In particolare voleva scoprire cosa e chi si celasse dietro “Cosa Nostra”. Iniziava, così, una vera e propria battaglia contro questa associazione a delinquere, capeggiata da Salvatore Riina, meglio conosciuto come Totò e soprannominato “la Bestia” per la sua ferocia. Negli anni Settanta, Totò Riina, Bernardo Provenzano e Luciano Liggio (altri criminali conosciuti da ragazzo) iniziarono la scalata criminale al potere di Palermo, raggiungendo il vertice nei primi anni Ottanta dopo aver scatenato sanguinose guerre di Mafia. Giovanni Buscetta, il primo boss pentito di “Cosa Nostra”, iniziò a collaborare proprio con Giovanni Falcone e gli rivelò quasi ogni particolare di “Cosa Nostra” per assicurare, così, alla Giustizia più di cinquecento criminali e istituire un maxi processo. La reazione della mafia, che avvertiva un pesante pericolo per la propria sopravvivenza, fu spietata. Falcone era la vittima prescelta e bisognava metterlo a tacere. Il giudice sapeva di essere ormai condannato a morte e di non poter contare su un appoggio politico, ma continuava eroicamente il proprio lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Giovanni Falcone venne assassinato in quella che comunemente è stata chiamata “la strage di Capaci” il 23 maggio 1992. Tornava, come era solito fare nei fine settimana, da Roma. Il jet di servizio, partito dall&#8217;aeroporto di Ciampino, arrivò a Punta Raisi dopo un viaggio di cinquanta minuti. Lì, ad attenderlo, c’erano tre macchine blindate con un gruppo di scorta. Appena sceso dall&#8217;aereo, Falcone si mise alla guida e accanto prese postola moglie Francesca Morvillo, mentre l&#8217;autista giudiziario andò ad occupare il sedile posteriore. Alcune telefonate avvisarono della partenza del giudice e della scorta i sicari che avevano sistemato l&#8217;esplosivo perla strage. Fu GiovanniBrusca ad azionare l’ordigno. Nell’esplosione morirono quattro uomini della scorta, Francesca Morvillo e, dopo qualche ora, lo stesso giudice Falcone. Ancora oggi lo ricordiamo come esempio di lealtà, moralità e coraggio. Falcone ha dato la forza per continuare a credere e a lottare: ci ha, infatti, insegnato che la mafia può essere sconfitta.</p>
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		<title>Due subculture politiche a confronto</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 10:42:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reato d'Opinione]]></category>

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		<description><![CDATA[ di Noemi Bianchi Andando indietro nel tempo, tra ’800 e ’900, le regioni del Centro e del Nord-Est d’Italia erano caratterizzate dalla forma di produzione agricola della Mezzadria, che permise il mantenimento di forti reti sociali evitando il disgregamento minacciato dall’avanzare del capitalismo. Ciò promosse una forte mobilitazione identitaria che indusse tali regioni a distinguersi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em style="color: #008000;"> di Noemi Bianchi</em></p>
<p style="text-align: justify;">Andando indietro nel tempo, tra ’800 e ’900, le regioni del Centro e del Nord-Est d’Italia erano caratterizzate dalla forma di produzione agricola della Mezzadria, che permise il mantenimento di forti reti sociali evitando il disgregamento minacciato dall’avanzare del capitalismo. Ciò promosse una forte mobilitazione identitaria che indusse tali regioni a distinguersi dalle altre e a rimarcare fieramente i propri confini. In Veneto, la mobilitazione favorì l’identità religiosa; nel Centro, dominato da tendenze laiche, si sviluppò una subcultura socialista. L’area geografica di diffusione della subcultura cattolica fu inizialmente quella del Triveneto. La struttura di classe in queste zone era caratterizzata da una ridotta proletarizzazione e da una forte componente del lavoro autonomo. Durante il Fascismo, la subcultura della zona bianca sopravvisse e si basò sulla delega politica rivolta alla Democrazia Cristiana. La zona rossa, smantellata dai Fasci, invece, riemerse con forza nel secondo dopoguerra attraverso l’azione partigiana ed il consenso elettorale si rivolse al PCI.  Entrambe le aree, tra gli anni ’60 e ’70, furono protagoniste di un rapido sviluppo industriale basato in particolare sulle piccole e medie imprese. Nel distretto industriale di Bassano del Grappa in Veneto, una zona a forte economia diffusa, e nella Valdelsa in Toscana, appartenenti rispettivamente alla subcultura bianca e alla subcultura rossa, l’industrializzazione diffusa favorì il mantenimento dei legami tradizionali contrastando la formazione di rigide fratture di classe. Inoltre, la conduzione familiare delle imprese, comportò rapporti di classe collaborativi. Negli anni ’80, i contenuti della delega politica furono caratterizzati da uno spostamento da orientamenti ideologici a posizioni più pragmatiche e strumentali in entrambe le aree. In particolare, nell’area bianca il tasso di continuità generazionale nell’orientamento di voto per la DC era in calo e i suoi consensi risentivano della progressiva laicizzazione. La persistenza delle subculture si accompagnava, così, a rilevanti modificazioni. La forte mobilitazione identitaria, l’importanza delle relazioni comunitarie e la piccola-media impresa come unità di base produttiva sono ancora elementi dominanti e contraddistintivi della regione del Triveneto, che nei nostri giorni rivolge il suo consenso elettorale non più alla vecchia Democrazia Cristiana, ma alla Lega Nord. Questo Movimento sembra aver ereditato la base elettorale degli anni ’60 della DC, proponendosi di soddisfare la tutela dei confini e dell’identità. È curioso il modo in cui, da presupposti simili, si sono evolute due subculture di orientamento politico opposto.</p>
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		<title>Si scrive ARDSU, si legge vergogna!</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 10:39:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Reato d'Opinione]]></category>

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		<description><![CDATA[di Giovandomenico Guadagno Cari lettori, siamo ormai al quinto mese in cui portiamo avanti questo nuovo progetto editoriale. Ogni giorno, tra mille difficoltà, cerchiamo di autofinanziarci con il tesseramento all&#8217;Associazione, ma spesso dobbiamo anche autotassarci per uscire ogni mese. Da molti anni, l&#8217;Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario fa un bando per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center"><em style="color: #008000; text-align: left;">di Giovandomenico Guadagno</em></p>
<p style="text-align: justify;">Cari lettori, siamo ormai al quinto mese in cui portiamo avanti questo nuovo progetto editoriale. Ogni giorno, tra mille difficoltà, cerchiamo di autofinanziarci con il tesseramento all&#8217;Associazione, ma spesso dobbiamo anche autotassarci per uscire ogni mese. Da molti anni, l&#8217;Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario fa un bando per il finanziamento di iniziative editoriali e culturali. Come Associazione Giovani Toscani abbiamo deciso di partecipare chiedendo il finanziamento di questo periodico, “<em>Reato d&#8217;Opinione</em>”. Abbiamo compilato la domanda con tutti i dati necessari (abbiamo un direttore responsabile e la registrazione in Tribunale) e i rispettivi preventivi della tipografia divisi per mesi. Inoltre, abbiamo allegato alla domanda un elenco di sostenitori dell&#8217;Associazione, universitari e non. A fine marzo si è riunita la commissione, costituita da tre dirigenti dell&#8217;Azienda e da tre studenti facenti parte del Consiglio di Amministrazione (tutti e tre di sinistra, naturalmente). Questo organo ha preso due decisioni a nostro dire vergognose: di escludere la nostra associazione e di far avanzare 7.000 euro dai fondi del distaccamento di Firenze. Probabilmente, se avessero finanziato tutta la cifra, sarebbero stati “costretti” a sostenere anche il nostro progetto. Il motivo dell&#8217;esclusione? Ci è stato fornito “appena” dopo un mese: <em>l&#8217;attività proposta, afferente principalmente tematiche che non riguardano strettamente la vita dello studente, non risulta coerente con le finalità del bando</em>. Contemporaneamente, però, sono state finanziate iniziative perlomeno discutibili, come i 2.000 euro per colorare delle bandiere all&#8217;interno della Casa dello Studente, come se fossimo all&#8217;asilo. E come non parlare dell&#8217;interessantissimo “dibattito sul futuro della lingua sarda” oppure della “mappatura sonora subacquea e di superficie del fiume Arno”? Tutti argomenti strettamente universitari, naturalmente. E, infine, sono state sovvenzionate riviste che non toccano nemmeno lontanamente il mondo universitario. Risulta incredibile che, per questa commissione, argomenti trattati su “<em>Reato d&#8217;Opinione</em>”, come il degrado delle nostre facoltà (tra cui quella di Lettere) e il dibattito sull&#8217;abolizione del valore legale della Laurea, non siano “temi universitari”. Oppure il vero motivo della nostra esclusione è che siamo l&#8217;unico prodotto editoriale realmente fuori dal coro? O forse perché siamo stati gli unici ad attaccare la stessa Azienda per il Diritto allo Studio, denunciando i tagli alla qualità del cibo e gli sprechi nel bilancio? Sarà un caso, ma nella “spartizione” della torta (soldi pubblici) sono stati “premiati” i “soliti noti”: PD, PdL e collettivi. A voi, cari lettori, la riflessione su quanto accaduto.  Sappiate che noi dell&#8217;Associazione Giovani Toscani, anche continuando con grandi sacrifici ad autofinanziarci, porteremo avanti, senza tregua, il nostro progetto di libertà per produrre in Toscana un po&#8217; di cultura fuori dal coro.</p>
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